Cantine Cipressi

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IL VITIGNO TINTILIA

- Una piccola regione con un grande vino -

 

Il Tintilia è da considerarsi il vitigno più intimamente legato alla storia ed alla tradizione della civiltà contadina del Molise. 

Fino a qualche decennio fa, sulla sua origine e caratterizzazione morfologica e genetica c'era solo incertezza e confusione: in un primo momento infatti, era stato considerato un equivalente generico dei vitigni BOVALE GRANDE e BOVALE SARDO, in base ad un accostamento fenotipico.  Alla luce invece di recenti studi effettuati sul DNA e in virtù delle fonti documentarie, si può oggi affermare che il Tintilia sia arrivato in Molise nella seconda metà del 700 sotto la dominazione spagnola dei Borboni. Deriva dunque il suo nome presumibilmente dall'etimo Tinto che in lingua iberica significa "rosso". Questa nuova varietà si acclimatò così bene, grazie alle sue notevoli doti di adattamento (il Tintilia è un vitigno rustico che resiste bene al freddo, alle malattie ed all'attacco di muffe), da diffondersi sul territorio molisano tanto rapidamente che, alla fine dell'800, era senza dubbio la varietà maggiormente coltivata in tutto il territorio del Molise e considerata necessaria nelle zone regionali più interne, dove andava ad apportare maggiore corpo e colore ai vini con poco tono e debole struttura.                  

Nel dopoguerra si è assistette ad un progressivo abbandono delle vigne, proprio nelle zone di antica coltura del Tintilia, tanto da considerarlo virtualmente scomparso dalle superfici vitate regionali (anche perché si era iniziato a privilegiare la quantità della produzione).

Le recenti tendenze consumistiche volte alla riscoperta dell'originalità, hanno ridestato invece l'interesse per il vitigno legato alle antiche genti molisane, che si identifica sempre più come una delle tante eccellenze sconosciute della regione e che può ora mirare ai mercati più qualificati e sempre più esigenti.

 

 

Sotto il profilo tecnico la Tintilia è un vitigno di media vigoria e produttività discreta, grappolo spargolo ed alato in alcuni cloni, di grandezza medio - piccolo con acini ovoidali, buccia pruinosa e consistente di colore nero-bluastro facile al distacco, sapore leggermente aromatico.

L'epoca di vendemmia, a seconda dell'andamento stagionale e della zona di coltivazione, inizia verso la metà del mese di set tembre per concludersi la prima decade di ottobre. 

A com pleta maturazione, all'interno degli acini, la polpa tende ad imbrunire. 

La produzione per ettaro di terreno è decisamente bassa con medie inferiori agli 80 qli/ ettaro; la produzione per pianta varia da 2 a 3 Kg/pianta. 

 

Il Tintilia vinificata in purezza, senza aggiunta di altre uve o vini di altri vitigni, da origine ad un vino unico e facilmente identificabile. 

Da giovane, ha un colore rosso rubino intenso che vira però piuttosto rapidamente su tonalità granate. All'olfatto pre senta un corredo aromatico di tutto rispetto, incentrato so prattutto su note speziate molto eleganti (carattere distintivo). Al gusto, regala buon corpo, tannini in evidenza ed una buona persistenza retro olfattiva. 

È vino che si presta ad essere affinato sia in legno (bar rique, tonneau) che in acciaio/bottiglia, per periodi me dio - lunghi, acquisendo così maggiore complessità aromatica e bevibilità. 

In particolare il lungo affinamento rende il vino più mor bido: i tannini tendono a perdere ruvidezza e vi è un'atte nuazione dell'acidità totale. 

La componente alcolica è sempre piuttosto importante, attestandosi, a seconda dell'andamento climatico dell'an nata, sui 13,5/14° in volume. 

 

Ha ottenuto il riconoscimento della D.O.C. nel 1998 (DOC MOLISE TINTILIA).

 

Caratteristiche Tecniche 

 

Resa massima dell'uva   70,0%

Titolo alcolometrico minimo del vino   11,0% 

Estratto secco netto minimo 18,0‰

 

Caratteristiche organolettiche

colore: rosso rubino intenso, con riflessi violacei 

odore: intenso, sentori di frutti di bosco e di note speziate.

sapore: secco, caldo, morbido, con buona acidità e tannini in  evidenza                                                      

 

Abbinamenti

Pur possedendo caratteristiche di buona alcolicità, elevata concentrazione fenolica, invidiabile freschezza (acidità), tipiche di un vino rosso di struttura, destinato ad un medio -  lungo affinamento, ha nell'eleganza il suo punto di forza.

Il vino quindi non si presenta potente dai colori intensis simi, esageratamente concentrato e dai profumi esuberanti, come lo era nel passato presso le cantine familiari. 

Secondo le tipologie enologiche moderne la Tintilia risulta più elegante che potente, con note fruttate e speziate evidenti, di pepe e chiodi di garofano, percepibili sia all'olfatto che al retrolfatto, che finiscono per accentuarsi con l'affinamento del vino, sia che si operi utilizzando contenitori in acciaio piuttosto che botti di legno. 

Eleganza, facilità di beva, stanno anche a significare ver satilità nell'abbinamento con i cibi: 

la Tintilia può tranquil lamente essere considerata un vino da tutto pasto, potendo accompagnare, valorizzandoli, primi piatti con sughi rossi e paste ripiene al forno così come secondi strutturati a base di carne (arrosti, stracotti, ecc.). 

Ottimi risultati anche con carni alla brace e formaggi sta gionati. 

La temperatura di mescita ideale per apprezzare al meglio le sue caratteristiche aromatiche e di sapidità, è quella dell'ambiente circostante a tavola e, comun que, sui 18°C. 

Alcuni produttori hanno scelto di mettere in commercio una tipologia di vino Tintilia, meno strutturata, più morbida, che se servita ad una temperatura leggermente più bassa, intorno ai 14-15° C., ben si presta ad abbinamenti con pietanze a base di pesce, sia in umido (zuppe, brodetti, ecc.) che al forno. 

 

Non tutti sanno che….: alla mostra vinicola di Parigi nel 1900, un vino molisano  – Sannio Rosso -  composto da uve Tintilia, veniva premiato con la medaglia d'oro!